Politica Estera

FAQ. Domande e risposte frequenti

Non potremo più viaggiare liberamente in Europa

Il trattato di Shengen rimarrebbe inalterato (salvo guerre o pandemie) e puotresti sempre andare dove vuoi come ora. Verrebbero smantellati solo i trattati soppressivi e creati nuovi accordi veramente utili per tutti i paesi Europei.

Che posizione avete sulla NATO?

La definizione "Nato" dice tutto: Sigla di North Atlantic treaty organization, alleanza militare istituita con il trattato del 4 apr. 1949  sotto l'egida statunitense e con l'adesione di altri 11 Stati occidentali ed altri poi successivamente.

Perchè no armi all'Ucraina?

No alla guerra, no all’invio di armi e a sanzioni.

Si alla diplomazia La fine della guerra non si ottiene inviando armi, ma attraverso la creazione di veri tavoli diplomatici di confronto alla ricerca di una pace possibile con presupposti realistici. ItalExit è per il rispetto dell'Articolo 11 della Costituzione.

La Nato non può essere una struttura dominata completamente dagli Stati Uniti e l'Italia non può ridursi a eseguire ordini esterni come accaduto con il governo Draghi.

Siete pro Cina, Russia o USA?

Siamo PRO ITALIA e la sua costituzione. Collaborazioni con le grandi potenze vengono in second'ordine rispetto alla nostra piena sovranità nazionale, in relazione alle situazioni geopolitiche e condizioni macroeconomiche del tempo presente in cui vengono valutate ed intraprese.

Perchè dite NO alla Bolkestein
é una delle tante manovre neoliberiste (vedi neoliberismo) nascoste e spacciate per "progresso".
🟢 Dobbiamo cacciarli prima possibile dal governo del paese 🟢
Ci stanno svendendo al miglior amico loro offerente!
Sosteniamo il turismo italiano iniziando a smettere di votare alle elezioni amministrative del 12 Giugno i traditori della nostra Patria!
Sosteneteci👇🏼
Gianluigi Paragone
Jessica Costanzo
M.I.O Italia 🇮🇹
Perchè se è cosi bello uscire dall'europa non lo vuole fare nessuno?

Perchè i gruppi politici e principali giornalisti, sono ignoranti su questo, usano dati falsi inconsapevolmente e sottomessi ad alti interessi dei mercati finanziari e multinazionali che hanno interesse che questo sistema continui a discapito dei cittadini non solo italiani ma europei.

Cosa ne dici del grande reset, deep-state ecc.?

Non siamo complottisti anche se esiste un qualche sistema di oligarchia internazionale con oscuri accordi sul come incidere sul governo degli stati, oltre al grande reset di Davos, c’è il Bilderberg, Trilaterale ecc. che ci provano a prevaricare sui governi nazionali, ma non lo vedo un problema interessante, perchè se arriviamo ad essere uno stato sovrano, con leggi sovrane e moneta sovrana possiamo difenderci da ogni tipo di pressione economica o sanitaria.

L'immigrazione è un problema?

Oltre a Salvini e Lamorgese, per un’Italia più sicura

Di fronte all'aumento della criminalità e ai sempre crescenti pericoli per i cittadini nelle città e non solo, ITALEXIT realizzerà un piano di assunzioni immediate che implementino le forze dell'ordine e investimenti che permettano di utilizzare in modo sinergico le più recenti dotazioni tecnologiche, insieme a nuove politiche di tutela del territorio. La prevenzione del crimine attraverso il monitoraggio delle zone e dei soggetti più a rischio è un altro punto importante del nostro programma, così come lo stop all'immigrazione clandestina.

I confini nazionali sono qualcosa di imprescindibile per la definizione stessa di Stato: averne un controllo capillare non può che essere una priorità per una politica degna di questo nome.

La regolazione dei flussi migratori è necessaria innanzitutto per tutelare la coesione sociale di un Paese. Se è vero che nei momenti di crescita un’immigrazione - ben modulata – costituisce una risorsa preziosa, non c’è dubbio che durante le contrazioni del ciclo economico questa possa innescare drammatiche conseguenze sociali.

Vale poi la pena soffermarsi su una riflessione: sebbene uno Stato d’arrivo che disponga della sovranità monetaria abbia tutti gli strumenti per garantire la piena occupazione e possa trarre il massimo profitto dal processo migratorio, gli Stati di partenza rimangono comunque piagati dal dramma dell’emigrazione di massa.

Questi Paesi, perlopiù vittime del giogo neocoloniale, vengono in questo modo depauperati dell’unica ricchezza rimasta a loro disposizione: i giovani. Oggi la lotta per l’autodeterminazione dei popoli passa proprio attraverso il controllo dei confini, esercitato nei confronti di merci, persone e capitali. Gestirli accuratamente non significa solo salvaguardare le identità e le culture nazionali, ma vuol
dire soprattutto difendere l’insindacabile diritto di tutti gli uomini di poter vivere nel proprio Paese.

Al controllo dei confini deve accompagnarsi l’impegno per la massima integrazione possibile degli stranieri che lavorano nel nostro Paese, a tutela sia degli immigrati che della costruzione di un mercato del lavoro trasparente e non duale, coerente con l’obiettivo della
piena occupazione.

Poi come ti rapporti con gli altri stati EU?

OLTRE LA UE, PER UNA REALE COLLABORAZIONE EUROPEA
È ormai sotto gli occhi di tutti come il processo di integrazione economica europea, lungi dal promuovere «un’unione sempre
più stretta tra i popoli dell’Europa», abbia enormemente acuito le divergenze intraeuropee, causando una diffusa devastazione
sociale e fomentando sentimenti di rivalità tra Stati che non si vedevano dai tempi della seconda guerra mondiale.

Questo rappresenta un ostacolo alla cooperazione multilaterale tra Paesi europei su temi cruciali quali la geopolitica, la gestione
dei fenomeni migratori e la questione climatica. Abbandonare la moneta unica non comprometterebbe questo tipo di cooperazione; al contrario, mettere i singoli Stati nelle condizioni di poter tornare a operare nell’interesse dei cittadini rappresenta la conditio sine qua non per il rinnovamento del progetto europeo su basi radicalmente diverse, cioè sulla libera cooperazione tra i popoli d’Europa fondata sul rispetto delle prerogative sovrane e democratiche di ciascun Paese.

Solo in quest’ottica è possibile reimmaginare l’Europa come uno spazio di pace, di cooperazione e di democrazia, ma anche di rispetto della pluralità e della diversità delle varie comunità nazionali e dei vari sistemi economici e produttivi.


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